Riscopriamo lo Sforzato di Valtellina

Il 28 marzo inizierà, presso La Porta del Vino, un ciclo di incontri dedicati ai Giganti dell’enologia: grandi vini da meditazione, produttori che sono diventati autori di autentiche rinascite, territori antichi e nuovi altamente vocati e molto altro. Tutto questo raccontato in serate di conversazione, intime ed avvincenti. La prima puntata sarà dedicata allo Sforzato della Valtellina, il più grande vino di Lombardia, declinato in una verticale di annate storiche.

La nostra prima serata ci porterà idealmente a percorrere la Valtellina attraverso l’incontro del suo prodotto più rinomato e caratteristico: lo Sforzato, un vino montano, che ricorre, per primo, alla tecnica dell’appassimento delle uve per aggiungere concentrazione e potenza all’austerità tipica del vitigno Nebbiolo. Lungo le sponde dell’Adda, su pendii scoscesi, ad una altezza compresa fra 600 e 700 m.s.l., incontriamo i vigneti vocati alla produzione del primo vino rosso passito secco italiano che ha ottenuto il massimo riconoscimento della DOCG già nel 2003.

Quando ci si riferisce alla Valtellina del vino, si è soliti parlare di “viticoltura eroica” per sottolineare l’impegno e la fatica che questo territorio, così estremo, impone a coloro che decidono di lavorarlo. Verrebbe da pensare che il termine “Sfursat” abbia proprio a che vedere con tutto ciò, ma la verità è un’altra: è la laboriosa procedura necessaria alla creazione di questo vino che ne spiega il nome. Cernita particolarmente accurata delle uve, protratto appassimento, lenta vinificazione e lungo periodo di affinamento in legno e in bottiglia. Come a dire, un vino che è il risultato di una forzatura della natura per ottenere un prodotto straordinario.

 Le montagne della Valtellina, tuttavia, non sono solo sinonimo di impervie fatiche perché fungono anche da barriera protettiva contro le fredde correnti del nord, trattenendo il calore all’interno della valle dell’Adda e permettendo alle viti, piantate soprattutto in terrazze ben esposte a sud, di portare a termine ottime maturazioni anche a quelle altitudini. 

Nel corso della serata di giovedì 28 marzo, metteremo alla prova lo Sforzato per quanto riguarda le sue doti di serbevolezza e di capacità evolutiva. Gli anni ’90 hanno visto il succedersi di annate particolarmente interessanti, che saranno al centro della nostra degustazione. Una grande occasione per un grande vino che i nostri enonauti e gli appassionati tutti non potranno perdere. Come sempre, tra un bicchiere e un altro non mancheranno i racconti di Claudio e di Carlo e nemmeno qualche gustoso assaggio di prodotti del territorio.

 

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